| |
Giornalista
e commediografo è nato nel 1925 a Parigi, di origine
libanese ha vissuto da bambino in Venezuela e da adulto
a Napoli, città nella quale ha trovato una patria quanto
mai congeniale e dalla quale ha assorbito umori,
debolezze, tic e quel granello di follia sempre presenti
nei personaggi dei suoi lavori. E' uno dei pochissimi
commediografi italiani la cui produzione abbia un
respiro internazionale tanto che è più rappresentato nei
paesi europei ed americani che in Italia. Il suo
repertorio, vasto ed originalissimo, ha toni e timbri
inconfondibili basati sulla costante del più autentico
umorismo che non si limita all'aggressività della
battuta comica ma si risolve in un civile atteggiamento
di critica nei confronti degli altri e di sè (il segreto
dell'umorismo è infatti quello di saper ridere di se
stessi) che confina con una forma di serena pietà per
tutte le debolezze umane. Sono una trentina le sue
commedie, folli ed estrose, ma rette sempre da una
estrema civiltà anche formale, alcune delle quali
Come si rapina una banca, Il settimo si riposò,
Il papocchio, Lo spione della scala C, Un gran bene
di consumo, furono cavalli di battaglia di Peppino
de Filippo e Nino Taranto. Per la sua produzione
radiofonica e teatrale, Fayad ha ricevuto riconoscimenti
ufficiali. Con I compagni della cattiva strada
(1952) vinse il "Premio Nazionale Radiodrammatico"; con
Don Giovanni innamorato (1954) vinse il primo
premio al concorso della RAI per lavori radiofonici.
Alla sua commedia Come si rapina una Banca
venne assegnato nel 1966 il primo premio dell'Istituto
del Dramma Italiano. Nel 1984 vinse il premio teatrale
"L'Aretino" con Il quarto lato del triangolo. |
|
| |
Tempi
stretti e ritmi serratti :questi gli ingredienti di
“Agenzia investigativa”.
La commedia, con i suoi intrecci ed equivoci, ha inizio
e sviluppo in una bizzarra agenzia investigativa. Tutto
ruota attorno alla figura di Mariano, avvocato ed
investigatore capo della stessa agenzia. Egli è
affiancato da un segretario buono a nulla, Strossner,
che gliene combina di tutti i colori al punto da farlo
trovare in situazioni ingarbugliate e spiacevoli. La
scena, infatti, si apre con un trafelato Javarone,
cliente dell’agenzia, il quale apprende da una relazione
derisoria scritta da Strossner, erroneamente attribuita
a Mariano, che la moglie lo tradisce. L’altro imbranato
collaboratore di Mariano è Sisto. Quest’ultimo ha la
convinzione di avere sempre la soluzione giusta per ogni
caso da risolvere. Essendo l’inviato dell’agenzia,
infatti, con il pretesto di effettuare i vari
pedinamenti, viaggia per l’Italia a spese di Mariano,
trovandosi sempre nel luogo sbagliato e quindi senza
concludere nulla di buono. Lo studio investigativo si
trova nell’appartamento di Mariano, il quale vive con la
sorella Caterina, particolarmente premurosa e protettiva
nei confronti del fratello, la quale ha come unico
desiderio quello di vederlo sposato. Mariano, infatti, è
uno scapolone incallito, poiché, data la professione, ha
una folle paura del tradimento. Il povero investigatore
non è solo vittima delle stranezze dei suoi
collaboratori ma anche dei folli clienti che si
rivolgono all’agenzia. Tra questi c’è Norma, la quale
fingendo di essere una cliente, cambierà con una
sconvolgente rivelazione, la vita di Mariano. |
|