| |
Eduardo De
Filippo nasce a Napoli il 24 maggio 1900. E' stato fra i
massimi commediografi, attori e registi teatrali del
novecento italiano. Figlio illegittimo dell'attore e
commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo,
Eduardo crebbe nell'ambiente teatrale napoletano insieme
ai fratelli Titina e Peppino, rivelando fin da
giovanissimo straordinarie doti comiche, sia nell'ambito
del teatro dialettale che in quello più eterogeneo del
varietà, della rivista e dell'avanspettacolo. Eduardo
compose testi di vario tipo, molti dei quali rimasti a
lungo inediti: il più antico tra quelli pubblicati è
Farmacia di turno (1920). Nel 1931 scrisse una delle
sue opere più celebri, Natale in casa Cupiello, e
subito dopo fondò, insieme ai fratelli, la compagnia del
Teatro Umoristico "I De Filippo", scioltasi nel 1944 a
causa dell'abbandono del fratello Peppino e del bisogno
di abbandonare il "provincialismo" della compagnia
passando alle forme più prestigiose del teatro
contemporaneo. L'incontro casuale con Luigi Pirandello
fu decisivo per la scrittura di Berretto a sonagli
e L'abito nuovo. Dopo un periodo di crisi
artistica, dovuta allo scoppio della seconda guerra
mondiale, Eduardo investì tutti i suoi guadagni
nell'acquisto e ristrutturazione del Teatro San
Ferdinando, dove interpretò le sue opere adottando il
parlato popolare, conferendo così al dialetto
napoletano, precedentemente giudicato di second'ordine
dai critici, la dignità di lingua ufficiale. Tra le
opere più significative, sono da citare Napoli
milionaria (1954), Questi fantasmi (1956),
Filumena Marturano (1956), Bene mio e core mio
(1956), De Pretore Vincenzo (1957),
Sabato, domenica e lunedì (1959), Il sindaco del
Rione Sanità (1963), Gli esami non finiscono mai
(1973) che gli valse il "Premio Pirandello". Ricevette
due lauree honoris causae, la prima a Birmingham nel
1977 e la seconda a Roma nel 1980, fu nominato Senatore
a vita della Repubblica nel 1981 e ricevette
l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce. Morì a Roma
il 31 ottobre 1984, la sua salma fu allestita al Senato
e, dopo le solenni esequie trasmesse in diretta
televisiva, fu sepolto al cimitero del Verano. |
|
| |
Sicuramente
una delle opere meno note di Eduardo De Filippo,
Sogno di una notte di mezza sbornia è una commedia
divertente giocata sui toni della superstizione, sulle
espressioni più tipiche della napoletanità e il
“Bancolotto” come la speranza dei poveri per riscattarsi
di una vita di misera: il protagonista Pasquale De
Felice riceve in regalo un busto di Dante Alighieri che
una notte gli appare in sogno e gli da i “numeri” per
una quaterna, il Sommo Poeta gli rivela anche la data
della sua morte. Il povero Pasquale vince al lotto
proprio come il sogno premonitore aveva previsto e
quindi se la quaterna è uscita anche la seconda
previsione potrebbe avverarsi. La morte annunciata
diventa protagonista non presente sul palcoscenico e il
povero Don Pasquale, oramai ricco, assiste alla felicità
dei suoi “cari” che poco si preoccupano della sua futura
morte.
Con Sogno di una notte di mezza sbornia, Eduardo
rimane immutabile, portando in scena i vizi e le virtù
della gente comune, le piccole sofferenze e gioie
immense |
|